“Oh Valentino” … La primavera ritorna sempre con il biancospino

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Oggi il bel tempo mi consente di fare una passeggiata. Avverto il bisogno di stare un po’ da solo. Credo che capiti a tutti di voler stare un po’ con se stessi, di volersi mettere in contatto con il proprio “io”; con questo intento mi avventuro lungo sentieri a me noti e cari. La natura comincia a risvegliarsi, esce dal torpore dell’inverno il biancospino che annuncia la primavera. Un’ esplosione di fiori bianchi, riuniti in piccoli corimbi dal profumo intenso e inebriante su rami all’apparenza morti, infatti le foglie di forma romboidale e dentellate sull’apice si svilupperanno successivamente. Quest’arbusto può raggiungere i dieci metri di altezza e si trova dovunque nella macchia mediterranea.

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La visione di queste “nuvole bianche” incastonate nella quasi spoglia macchia mi rammenta versi poetici : “Oh! Valentino vestito di nuovo, come le brocche dei biancospini!…” Così Giovanni Pascoli iniziava la sua famosa poesia “Oh Valentino”. Mi piace ricordare questo primo passo poetico del Pascoli, in quanto pieno di speranza. Non resta che sperare nella primavera. Ed infatti arriva a marzo, e Valentino indossa il vestito nuovo fattogli dalla mamma. Continuo a passeggiare lungo il sentiero, curioso come sempre osservo tutto, estasiato dall’odore forte di questi fiori bianchi.

Angelo Risi
© foto di Angelo Risi – testi e foto riproduzione vietata

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Il fiume incantato … nella gola dell’inferno

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Nel mio girovagare per il territorio Cilentano mi trovo spesso in luoghi suggestivi e incantevoli. Oggi per un senso di nostalgia sono nel fiume Mingardo, quasi alla fine del suo percorso, esattamente all’ingresso della “gola del Diavolo”nel territorio di San Severino di Centola.
I due strapiombi rocciosi, le rovine di un ponte romano e i due di epoche successive fanno da cornice a quest’angolo di fiume che mi lascia incantato.

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Il Mingardo è un fiume della provincia di Salerno che nasce dal monte Gelbison e sfocia nel mar Tirreno nei pressi di Capo Palinuro.La sua lunghezza complessiva è di circa trentotto chilometri. Chi è interessato ad approfondire troverà nel Web materiale soddisfacente. Mi soffermo solo a trascrivere ciò che la leggenda narra: Il fiume Mingardo è il mitico Stige, che con il Lete, identificabile con il vicino Lambro, è uno dei due fiumi infernali dell’Eneide, citati da Virgilio nel racconto della morte di Palinuro: «allora il Nume, un ramoscello trasse dall’onda del Letè rorido e quello di Stigio influsso saporoso e molle sulle tempia gli scosse…» (Publio Virgilio Marone, Eneide).
Dalla valle del Mingardo prese spunto anche Dante per strutturare l’inferno.Difatti sul lato sinistro della valle si trova una strada con i cosiddetti sette gironi.

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Mi piace credere nella veridicità della leggenda perchè qua i meravigliosi scenari parlano da soli: nell’incanto del posto si prova un senso di smarrimento, il mormorio del fiume quasi voci che narrano gesta antiche.

Angelo Risi
© foto di Angelo Risi – testi e foto riproduzione vietata

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Il Viaggio …

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Il viaggio è una delle metafore più’ dense e pregnanti della vita umana. Vi è un viaggio fisico, quello che quotidianamente si affronta per raggiungere il luogo di lavoro e un viaggio rivolto alla conoscenza di se e della propria coscienza. Non è detto che l’uno escluda l’altro. Tutto dipende da noi viaggiatori, dalla sensibilità e dalla capacità di cogliere sfumature che a molti sfuggono. Ogni giorno ripercorro lo stesso tragitto fisico che all’apparenza può sembrare monotono, ma così non è. Succede sempre qualcosa di nuovo, un incontro, un racconto, una visione diversa. Non si è mai come il giorno prima, si cambia. Cambiano le storie, i visi, finanche le opinioni e qualche volta i luoghi.

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E’ per questo motivo che continuo il mio quotidiano viaggio.

Angelo Risi
© foto di Angelo Risi – testi e foto riproduzione vietata

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Cultura e Mare

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Mutano solo il cielo, non l’animo, coloro che vanno per mare”.

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Oggi, il famoso aforisma oraziano, mi invita ad una riflessione riguardo al mare come luogo dell’anima. Cosi immenso e misterioso, ha da sempre attratto l’uomo, affascinandolo, che empaticamente, con lui ha convissuto.

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Il mare fonte di vita e di sogni infranti. Il mare come un guerriero instancabile, nella sua eterna lotta per la conquista della terraferma, contro la stessa umana insistenza. Si infiltra, scolpisce, scava, frastaglia, creando veri e propri capolavori costieri. Un rapporto, quello tra il mare e l’uomo, che ha generato sin dagli albori, pagine indimenticabili di meravigliosa letteratura, come l’Odissea o Il vecchio e il mare di Hemingway, entrambi, per motivi diversi, a noi molto cari. Un antico adagio Cilentano recita: “Pi mari nun v’e’ taverna”, ed infetti, non vi è alloggio sicuro tra queste onde.

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Questo mare che gia’ incantava gli antichi Dei, appartiene solo ai navigatori erranti.

Angelo Risi

© foto di Gianni Ferramosca – testi e foto riproduzione vietata

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Campania Crossing – Unsupported Bicycle Adventure

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di Angelo Risi

In apertura del mio blog ho manifestato interesse a promuovere qualsiasi manifestazione o iniziativa che si svolge nell’ambito territoriale ed è per questo che vi comunico questo evento: il Campania Crossing.

Il Campania Crossing è la prima avventura in autonomia per mountain bike in Campania, non è una gara contro un avversario ma contro se stessi. 

Sono giorni intensi per gli organizzatori dell’evento dell’anno – Giovannino Carrano fondatore ed organizzatore dell’evento, insieme col suo collaboratore Salvatore Di Stadio – che in questi giorni sono alle prese per gli ultimi prescouting lungo i 590 km del percorso, dalla provincia di Caserta a quella di Salerno, vivendo il tracciato in un clima molto più arduo di quello che si presenterà a partire dal giorno fissato per la partenza, il prossimo 23 aprile.

Per capirlo, basta dare un’occhiata alla pagina ufficiale Facebook del Campania Crossing, sulla quale i due bikers hanno postato suggestive immagini di luoghi incantati immersi nel verde e, in qualche caso, anche mentre sono alle prese con vette innevate, pioggia e fango. 

Chissà cosa ci mostreranno nei prossimi giorni? Una cosa è certa: stanno vivendo questa avventura ad una pedalata alla volta, con il vento in faccia ed occhi increduli per la meraviglia della natura che la Campania sa ancora regalare.

Seguiamoli: i nostri bikers non ci danno ancora molte indicazioni sui posti che stanno attraversando: postano qualche foto e poi lasciano sognare.

Stuzzicano la fantasia di chi come loro sogna pedalare nella tranquillità, senza l’assillo delle auto e degli altri pericoli cittadini.

Vi raccomando di seguirli per vivere una piccola anteprima dell’avventura cicloturistica dell’anno.

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Mani che bussano all’anima

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(ph Toni Isabella)

di Angelo Risi

A volte, ci sono delle immagini che non hanno bisogno di essere raccontate, parlano da sole, come la foto di queste mani.

Qui, in ogni grinza, ruga o callo, vi e’ scritto il romanzo di una vita dedicata quasi esclusivamente al lavoro. Su di esse, sembra sia stato annotato ogni cosa di quell’ancestrale e quotidiano rapporto avuto con la propria terra. Un rapporto, quello tra queste mani e la terra, che spesso ha tanto il sapore di una sfida estenuante, di una lotta impari, con in palio, il solo fine di raccogliere dei frutti.

Qui in Cilento, un detto recita: “nu buonu fatiaturu lotta cu la mali annata” (un buon lavoratore lotta con la cattiva annata). Probabilmente è stato cosi anche per queste mani, che tanto hanno lottato, e che per amore e rispetto di quella stessa terra, continuano ancora adesso a farlo.

Come ho già detto, la soddisfazione di un buon raccolto non dipende solo dall’impegno profuso dalle proprie mani, ma anche dagli eventi naturali e climatici che si contrappongono allo stesso lavoro svolto. Per questo motivo, nonostante tutto, la natura va sempre ringraziata.

Adesso, ringraziano queste mani impegnate a sbucciare fagioli, i quali, cadendo lentamente nel “cernecchio”, dopo essere scivolati tra le dita ossute e callose a mo di grani di rosario, emettono ancora un tremendo suono. Un suono muto, quasi impercettibile, che ad ascoltarlo bene, somiglia tanto ad una sorta di preghiera mistica.

Cosi, osservando ancora una volta quelle mani al lavoro, mi si gonfia il petto d’orgoglio. Per questo motivo, ringrazio ogni giorno Iddio, che mi da ancora la possibilità di ricevere ogni tanto da queste dignitose mani, una carezza paterna.

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Crescono nuovi fiori in Cilento

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di Gianni Ferramosca

L’apertura di un nuovo blog è un evento che va accolto sempre con grande favore e attenzione, soprattutto quando questo avviene in un territorio come il Cilento, ahimè, tanto amato per le sue bellezze naturali, tanto poco conosciuto per le sue storiche tradizioni e le sue infinite potenzialità.

Questo nuovo blog, presentato ieri dal caro amico Angelo, oltre che per i motivi territoriali, diventa in questo senso molto prezioso, perché la sua apertura avviene nel momento esatto, in cui il pensiero global che sin qui ha dominato per anni, subisce una vera e propria battuta d’arresto, in favore di un atteggiamento decisamente più “local”.

In questo contesto, il punto di vista offerto su queste pagine da Angelo Risi, spero diventi molto presto, attraverso un fitto e sereno confronto, un nuovo punto di ri-partenza per tutti noi cilentani. Me lo auguro vivamente.

Vi confesso che in più occasioni, il nostro caro Angelo, mi ha offerto la possibilità di guardare alla “sua” terra, il Cilento, attraverso i suoi stessi occhi, attraverso la sua spiccata sensibilità. Oggi, scrivendo queste poche righe per augurargli il mio più sincero in bocca al lupo, mi ritorna alla mente, quella volta in cui ci siamo recati di buon mattino ai piedi del Monte Bulgheria, per assistere all’apertura di un fiore di ninfea. Ricordo ancora tutto di quell’attimo (anche se probabilmente si trattò di alcune ore…), ogni piccolo movimento di quel fiore, i profumi selvatici sospesi nell’aria, i colori acerbi di quel mattino d’estate, la magia di quella luce accecante, persino, quell’assordante silenzio in cui tutto questo avveniva.

So molto bene, che per Angelo quel fiore fu il pretesto per farmi ammirare la poesia di una natura che altrimenti sarebbe andata perduta per sempre. So bene, che questo nuovo spazio voluto da Angelo, non è un ulteriore voce che si aggiunge al coro, ma un nuovo fiore che sboccia. Un nuovo progetto di bellezza e di poesia per la nostra terra.

In bocca al lupo, Angelo.

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Mi presento …

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Il Monte Bulgheria

Miei cari lettori, ho deciso di creare un blog personale dopo essere stato a lungo sollecitato da tanti amici, i quali, seguendo il mio profilo Facebook, hanno avuto modo di conoscere i miei impegni lavorativi e le mie passioni. Difatti, sono proprio queste ultime che mi spingono ad iniziare questa mia nuova avventura nel mondo della comunicazione. E’ inutile che mi soffermi sul chi sono, questo si evince chiaramente dalla mia biografia di presentazione. Vorrei qui invece, delineare il mio futuro cammino nel mondo dei social, il quale sarà sicuramente improntato sul massimo rispetto nei confronti di chi vorrà leggermi e seguirmi.

Per questo motivo, posterò degli articoli di diversa natura: chissà? Magari vi parlerò ancora di me (questo è sicuro!!!), oppure, vi presenterò, di volta in volta, le manifestazioni culturali in programma, o ancora, vi parlerò della mia principale passione, quella per il nostro territorio, inteso come insieme di “Cultura e Natura”.

Pertanto, mi farebbe davvero piacere, ogni volta, ricevere anche i vostri commenti, questo, per conoscere meglio anche il vostro punto di vista.

Solo in questo modo, parlando assieme delle nostre passioni, daremo valore ai luoghi e alle tradizioni a noi cosi care.

Avendo già acquisito la disponibilità di amici professionisti in questo settore, (credetemi, da soli si fa davvero poca strada…), mi auguro vivamente che questo mio blog, possa diventare per tutti noi, un luogo dove incontrarsi, informarsi e scambiare le proprie idee.

Insieme, possiamo sicuramente aprire nuovi orizzonti.

Angelo Risi

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