Campionati italiani di pasticceria e gelateria – La saprese Rosetta Bovienzo a sostegno dei partecipanti

 

Dal venticinque febbraio a tutt’oggi ottanta pasticceri sono scesi in campo a Massa Carrara, presso la fiera Ticino Ct, per sfidarsi nel più dolce dei tornei: “Campionati italiani di pasticceria, gelateria e cioccolateria e i Campionati italiani di cake design” –  organizzati e diretti dalla Federazione internazionale pasticceria, gelateria e cioccolateria :

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 La pagina facebook: https://www.facebook.com/fipfederazionepasticceria/

 

Due campionati per quattro giorni di alta pasticceria, tra creazioni originali, accostamenti inediti, tecniche all’avanguardia e tutto il talento dei migliori interpreti dell’arte pasticcera, che si sono contesi l’ambita Coppa. I vincitori avranno la possibilità di entrare a far parte della Nazionale italiana di pasticceria che parteciperà ai Mondiali nel 2019.

“I Campionati italiani rappresentano l’occasione perfetta per mettere alla prova il talento e la creatività dei migliori pasticceri e cake designer del nostro paese”, parole queste del presidente della Fipgc, Roberto Lestani.

A giudicare il talento, la creatività e ogni aspetto delle opere presentate, è stata una giuria molto attenta ed esigente, composta dai campioni che hanno vinto le precedenti edizioni dei Campionati Fipg e dai professionisti dell’Equipe Eccellenza italiana e internazionale Fipgc.

I partecipanti hanno realizzato delle vere e proprie opere d’arte, e sono stati valutati anche nel più piccolo dettaglio: dalle tecniche utilizzate agli ingredienti, dalla pulizia del piano di lavoro al tempo impiegato.

I maestri pasticcieri italiani hanno messo in mostra tutto il proprio talento e tutta la propria abilità realizzando un dolce secondo la specialità scelta tra tre opzioni differenti al momento dell’iscrizione: scultura in cioccolato e praline; scultura in zucchero e dessert al piatto; scultura in pastigliaggio e torta moderna.

Tre diverse categorie per le tre diverse specialità che saranno poi protagoniste dei Mondiali 2019.

Ogni giorno è stato eletto un vincitore per ognuna di queste categorie, e i tre vincitori assoluti formeranno la nazionale italiana.

Chiamarle torte è riduttivo: sono veri e propri capolavori quelli realizzati dai cake designer. Ve ne presento alcuni…

 

 

Vincere la Coppa Italia è solo il punto di partenza, perché proprio da qui inizierà la vera sfida: la preparazione per i Mondiali. Ci vorranno infatti mesi e mesi di allenamenti serrati, studio di nuove tecniche, prove e perfezionamento continuo, e soprattutto impegno per creare lo spirito di squadra per affrontare al meglio i Campionati Mondiali del 2019 che si terranno presso Host Fiera Milano.

A sostenere i maestri c’è anche la saprese Rosetta Bovienzo, ristoratrice e appassionata di dolci. La Bovienzo è nella Federazione Internazionale ed è per questo a sostegno degli ottanta partecipanti scesi in campo a sfidarsi.

Sto vivendo una bellissima esperienza perché e’ un mondo che mi affascina e si sta insieme a persone per condividere la stessa passione. Ma soprattutto SOSTENERE i partecipanti e’ bellissimo in quanto loro sono emozionati e molto tesi ed e’ importante trasmettere la grinta per affrontare al meglio questo concorso

Queste  le parole della Bovienzo, che ai i grandi maestri pasticcieri li lega la passione per la preparazione di dolci. Al punto tale che ha aperto una pagina Facebook: https://www.facebook.com/IDolciDiRosetta/

Oggi, a conclusione campionato, decretata la Nazionale Italiana per i prossimi Campionati Mondiali FIPGC che si terranno presso Host Fiera Milano 2019:Barbara Borghi, Gianluca Cecere, Umberto Soprano .

E’ grazie a Rosetta e alla sua passione che sono venuto a conoscenza di questo evento. Che ho vissuto indirettamente tramite lei, con immagini e contatti continui. Mi è sembrato di essere presente…guardando le foto e i video mi è parso di sentire financhè gli odori dell’alta pasticceria italiana.

Rosetta, donna di grandi interessi e passioni non si è fatta mancare niente. Si è finanche abbandonata a dolci carezze con il suo amato Gianluca.

Saluto Rosetta e Gianluca in questo modo:”Devi amare quello che fai…ogni dolce ha la sua storia“.

Vi abbraccio con la stima di sempre.

Angelo RISI

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Preti gay e chat erotiche, nel dossier inviato alla Curia sette i nominati della diocesi di Teggiano-Policastro

 

Francesco Mangiacapra è un giovane avvocato di Napoli che dopo anni di precariato ha deciso di vendersi. Ora è il più richiesto e più pagato prostituto della città.

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/12328862/francesco-mangiacapra-avvocato-prostituto-militari-preti.html

E’ passato alle cronache per aver denunciato pubblicamente le tristi vicende sessuali di alcuni sacerdoti, torna a far tremare la curia e lo fa questa volta svelando i nomi e i vizi di oltre cinquanta tra preti e seminaristi gay del mezzogiorno.

L’ex avvocato ha reso note queste condotte in un suo libro “Il Numero Uno. Confessioni di un marchettaro“, edito da Iacobelli, volume in cui ripercorre la sua storia di avvocato che ha scelto di diventare gigolò, preferendo vendere il corpo piuttosto che svendere il cervello, diventando amante di numerosi sacerdoti. Un testo politico, quello di un prostituto politico: così lo ha definito il sociologo e storico francese Frédéric Martel.

 

Il gigolò annunciò la cosa lo scorso 14 dicembre 2017 ad Aversa, nel casertano, durante la presentazione del suo libro organizzata da La Rampa.

Poi non potevano mancare commenti sul caso di Don Crescenzo Abbate, il parroco di Succivo finito nel ciclone mediatico per una estorsione ai suoi danni messa in atto da due giovani per un “video hard”.

Per Mangiacapra, il caso Don Crescenzo è solo la punta di un iceberg. Nei prossimi giorni presenterò un dossier che conta decine di nomi di sacerdoti del Sud Italia, anche dell’agroaversano, ma soprattutto mille pagine di allegati circostanziato, verificabili e verificati. Prove inconfutabili di attività sessualmente attivi e situazioni assurde.

“Diversamente da un padre di famiglia che tradisce i suoi familiari, il prete ha una responsabilità collettività rispetto al ruolo che rappresenta, una comunità che lo segue. Quel sacerdote non tradisce una sola persona ma tutti. Quell’abito non è un lavoro ma una vocazione.”

 

 

Un dossier di circa 1200 pagine è quello che Francesco Mangiacapra,  definito l’escort dei preti e testimone chiave e principale accusatore anche nel processo contro Don Luca Morini (Don Euro), il sacerdote originario di Vecchiano, per anni sul pulpito a Massa-Carrara e in Lunigiana, finito al centro di una indagine tra soldi ed escort. Mangiacapra ha redatto il dossier, contenente nomi, cognomi, telefoni, contatti, fatti e soprattutto prove, dopo anni di indagini e contatti con oltre cinquanta tra sacerdoti e seminaristi viziosi del sud Italia.

“Redigo questo catalogo di mele marce – dice Mangiacapra – non con l’intento di gettare fango sulla Chiesa ma con quello di contribuire a estirparne il marcio che contaminerebbe tutto quanto c’è di integro. L’elenco e le prove fornite negli allegati non sono esaustivi di tutto il campionario che ho incontrato negli ultimi anni perché in molti casi non sono riuscito a raccogliere informazioni e materiale probatorio utili: molte notizie tuttavia sono già note ad alcuni vescovi che anziché agire, avallano questi comportamenti. Al solito i presuli si svegliano solo quando si montano i casi mass-mediatici: mi auspico che questa volta i vertici della Curia possano prendere provvedimenti concreti e svolgere i doverosi accertamenti prima che i vizi dei religiosi che segnalo diventino di dominio pubblico tramite la stampa. L’atteggiamento di quei Vescovi già informati e che ancora non hanno preso provvedimenti è omertoso perché un vescovo, informato con dovizia di particolari su un sacerdote soggetto alla sua giurisdizione, si muove con premura e affetto e non interviene con forza solo quando scoppia uno scandalo”.

“Il fine non è far del male alle persone che menzionerò ma aiutarle a comprendere che la loro doppia vita, per quanto apparentemente comoda, non è utile a loro né a tutte le persone per cui esse dovrebbero rappresentare una guida e un esempio da seguire. Il comportamento dei prelati che segnalo – aggiunge il gigolò – è, in molti casi, frutto dell’impunità a cui gli stessi vertici della Chiesa li hanno abituati: quella ingiusta tolleranza che alimenta l’idea di poter continuare a separare ciò che si esercita da ciò che si esprime, come è tipico di chi ha una doppia morale schizofrenica. Con troppa sicurezza questi sacerdoti sono abituati a contare su quella discrezione di cui da troppo tempo beneficiano, e che ingiustamente consente loro di spogliarsi occasionalmente della tonaca a uso e consumo dei propri vizi. Qui non si tratta di fare moralismi ma di portare alla luce realtà non consentanee agli obblighi assunti di chi il moralismo lo fa quotidianamente dai pergami alle aule di catechismo. L’insulto morale che ricevo da questi preti è un capovolgimento di ruoli tra il peccatore che denuncia l’immoralità e la guida
morale che la commette che sfiora il paradosso e che dà una sola certezza: le pietre sul colpevole non le può lanciare nessuno ma solo perché la Chiesa fa in modo
di farle sparire tutte“.

 

Un dossier sulla rete di incontri dei preti gay – anche a pagamento – (rivelato in anteprima dal sito Gaynews) è stato consegnato alla Curia di Napoli: su 58 preti coinvolti in tutta Italia, 13 sono in provincia di Salerno. Sono 1200 pagine divise in schede personali, testimonianze, foto e circa un migliaio di screenshoot relativi a chat hard. Tra le diocesi salernitane si concentra il più alto numero di religiosi interessati: 7 operano a Teggiano-Policastro, 2 a Salerno-Campagna- Acerno, 2 a Nocera-Sarno, 2 ad Amalfi-Cava. Nel Cilento risiederebbe la quota più elevata di ecclesiastici citati nella documentazione, riversata su un cd rom e affidata lunedì a padre Luigi Ortaglio, cancelliere diocesano.

«Napoli non c’entra». Lo ha detto il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli, commentando il dossier, depositato in Curia, di denuncia di presunti casi di omosessualità nei quali sarebbero coinvolti sacerdoti, religiosi e seminaristi di alcune Diocesi italiane. Sette apparterrebbero alla diocesi di Teggiano-Policastro. «Ci sarebbero due sacerdoti di cui nei fatti non conosco nomi e cognomi – ha affermato -. Si é voluto utilizzare Napoli come ufficio postale. Ci sono tante diocesi». «È stata scelta Napoli – ha aggiunto – probabilmente perché questo signore abiterebbe a Napoli e quindi per lui era più facile consegnarlo qui. Napoli di fatto non c’entra, nel senso che trattandosi di diverse Diocesi – ha concluso – io come vescovo di Napoli non ho competenza con nessun’altra Diocesi e ognuno si prenda la sua responsabilità».

 

I sacerdoti menzionati nel cd-rom del gigolò napoletano, avrebbero un tratto comune, ossia la capacità di fare rete fra loro, in materia d’incontri hot, così da scambiarsi informazioni o pareri, anche con profili su chat usate da omosessuali. Il dossier, oltre ad indignare l’opinione pubblica, ha scatenato una vera e propria bufera negli ambienti ecclesiastici: oggi in Vaticano, infatti, sono stati convocati per un’audizione sul caso, mons. Antonio De Luca- vescovo della diocesi di Teggiano-Policastro

 

 

ed il suo predecessore, mons. Angelo Spinillo

 attuale vescovo di Aversa.

Mons. Spinillo qualche tempo fa ha dovuto sospendere, dopo un servizio delle Iene, don Michele Barone arrestato per violenze sessuali durante i riti di esorcismo, anche su minorenni.

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2018/02/23/news/casapesenna_arrestao_il_prete_esorcista-189581311/

Il sacerdote, secondo quanto emerso nell’ordinanza di custodia cautelare, avrebbe abusato sessualmente di alcune donne su cui praticava gli esorcismi. Secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, don Michele Barone avrebbe generato “nelle giovani donne la convinzione di essere possedute dal demonio”, sottoponendole “a trattamenti disumani e profondamente lesivi della loro integrità fisicopsichica, nonché della loro dignità”. Inoltre, le vittime sarebbero state costrette a subire numerosi atti sessuali contro la loro volontà: “palpeggiamenti in zone erogene, denudazione e l’aberrante prassi di dormire, nude, insieme al prete e alla sua amante”.

Con le prove contenute nelle 1200 pagine, l’escort intende dimostrare che la condotta sessuale di questi preti è abituale, reiterata e – in molti casi – tollerata dai vertici della Chiesa. Ma soprattutto svela, attraverso le dichiarazioni di alcuni di loro, che esiste una lobby di preti gay che si frequenta, che si presta mutuo soccorso e che organizza orge e festini tra preti e non solo.

Francesco Mangiacapra non è nuovo a rivelazioni simili: si era già guadagnato credibilità segnalando e provando la condotta di un prete, con reati dei quali il prete sarà chiamato a rispondere all’udienza preliminare del prossimo 8 marzo.

L’avvocato-prostituto ha condotto un’inchiesta che neanche il più scaltro dei giornalisti sarebbe stato in grado di sopportare ed ha messo alla luce una delle situazioni più incresciose per la chiesa attuale. Nel dossier non emergerebbero episodi penalmente rilevanti, ma gravi violazioni inerenti il codice di diritto canonico da parte dei numerosi sacerdoti disinvolti nel partecipare e ricercare incontri omosessuali, anche a pagamento. Sconcerto, intanto, tra le comunità religiose di TeggianoPolicastro e quelle delle altre diocesi interessate dallo scandalo hard.

Angelo RISI

 

 

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A volte ritornano…IL deputato uscente Simone Valiante eletto Presidente del Consac Infrastrutture.

E’ straordinaria questa terra per quanto sia accogliente e disponibile verso chi ritorna ad essa…è proprio il caso di quel vecchio detto:”torna sta casa aspetta a te”.

Mi piacerebbe che così fosse per tutti i figli del Cilento…che dapprima partono alla ricerca di un lavoro…e che quando, qualche volta ritornano, perchè il lavoro altrove è finito o non lo hanno mai trovato…mi piacerebbe che al ritorno venissero reimpiegati. Certo non dico che debbano “trovare” una poltrona vuota che li aspetta, ma un lavoro che gli dia dignità.

Miei cari lettori se ho deciso di scrivervi è per raccontarvi una storia delle ultime ore: L’elezione all’unanimità di Simone Valiante a presidente del Consac Infrastrutture ( che si occupa dei lavori sul territorio in cui opera la Consac Spa, ovvero la società che gestisce la rete idrica in gran parte dei Comuni del Cilento e Vallo di Diano).

La straordinarietà non sta tanto nella nuova presidenza ma nell’acclamazione all’unanimità…quasi un atto di solidarietà dovuto.

(photo web)

E già …Simone ha tutti i requisiti per assumere tale incarico. E’ un professionista della politica così come vuole la mentalità comune.

Nasce politicamente nel 2009 come vice sindaco di Cuccaro Vetere, all’elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato della XVII legislatura nella circoscrizione XX Campania 2 per il partito democratico (incarico che si appresta ad ultimare con la imminente conclusione della legislatura). E’ il figlio maggiore di Antonio Valiante, ex consigliere comunale ed ex sindaco di Cuccaro Vetere, più volte consigliere e assessore della regione Campania, nonchè deputato nella XII legislatura (dal 15 Aprile 1994 all’otto Maggio 1996).

Una storia quella dei Valiante ….con referenze politiche e curriculum vitae che gli consentono di occupare, in ogni momento, qualsivoglia poltrona nell’ambito regionale.

Sarebbe stato quasi sconveniente per l’immagine del nostro territorio non accogliere ed impiegare prontamente un deputato della Repubblica Italiana uscente, sebbene fosse sua intenzione ricandidarsi ma che il partito non ha ritenuto opportuno riproporre.

A onor del vero l’onorevole Simone Valiante durante la legislatura ha sempre presenziato manifestazioni nel Cilento e quindi è a conoscenza della situazione territoriale. Buon senso vorrebbe che trascorso il tempo necessario a dargli la serenità dovuta per ricoprire l’incarico affidatogli all’unanimità dai sindaci del consorzio e lasciati col pensiero gli agi della camera dei deputati….sarebbe opportuno, ripeto, che guardasse con occhi diversi il territorio che si appresta a vivere.

Sicuramente è un luogo il nostro meno monotono dei lunghi corridoi e delle grandi sale del parlamento italiano. Al neo presidente vorrei dire che in tanti lamenteranno la impercorribilità delle strade. Non li ascolti. Lei osservi come ha sempre fatto con gli occhi del politico navigato. La viabilità cilentana ci è invidiata da tutti quelli che l’hanno percorsa. Le diranno che c’è spazzatura ovunque, non è vero, non è così, non gli dia retta, è gente che parla a vanvera. Il Cilento è pulitissimo ( basta che cresca rigogliosa la vegetazione e ricopra tutti i resti della nostra civiltà). Già! Parlare di ambiente con lei è superfluo, è un argomento che conosce bene, visto che il suo partito, il 5 giugno del 2013, lo scelse come: Responsabile nazionale dell’Ambiente del Partito Democratico nella nuova segreteria nazionale del segretario “reggente” Guglielmo Epifani. Vicino all’ex Ministro Giuseppe Fioroni.

La disoccupazione? Ma no! Qui lavorano tutti. I giovani se vanno via è per farsi delle esperienze…a noi avanzano pure le poltrone… tant’è che lei non resterà disoccupato nemmeno un giorno. Ancora in “camera” ed ecco pronta la poltrona.

Il Cilento è una terra straordinaria….Lei da oggi è il presidente del Concac infrastrutture. Le diranno che la rete fa acqua da tutte le parti, non gli creda, la gente parla a vanvera. Lei è un politico di lunga esperienza, sa bene che l’acqua nei fossi lungo le strade tanto rinomate non è una perdita consortile, ma pioggia. Una pioggia di finanziamenti in prossimità delle elezioni è caduta sul Cilento, voluta da quel partito che non l’ha candidata. Notizie di questi giorni riportano finanziamenti per il metanodotto, per adeguamento infrastrutture scolastiche e quant’altro, segno tangibile di una volontà politica a voler creare occupazione in questo nostro territorio già di per sé straordinario. Sicuramente incontrerà qualcuno che vorrà parlare dei problemi della sanità…lasci perdere…cercheranno semplicemente di distrarla. Qua funziona tutto e  stiamo tutti bene, è nota al mondo la nostra longevità.

Noi avevamo bisogno di un politico di lunga esperienza… professionale e lungimirante come vuole la mentalità comune. Lasciata, pertanto, la Camera dei deputati.. dove per un quinquennio, ha svolto il suo lavoro ( che non sto qui ad elencare per paura di omettere qualcosa), sono sicuro che metterà al servizio del territorio tutta l’arte politica che occorre, a rilanciare l’occupazione dei nostri giovani che intanto avranno soddisfatto i propri bisogni fuori e ritorneranno, non per una poltrona, ma per un lavoro dignitoso. Sarà l’occasione per cominciare a ripopolare i nostri borghi, perchè i giovani rientrati, avendo un lavoro, magari si sposeranno e avranno dei figli….quei figli che andranno nelle scuole …che intanto saranno state adeguate. Perchè se così non sarà, allora mi chiedo: a che servono le infrastrutture? A che servono le poltrone? A che serve essere professionisti della politica se non si è in grado di dare vita e futuro a questa nostra terra?

Onorevole Valiante non mi dilungo, la invito a rivedere il video della sua missiva al Governatore De Luca. La invito a non pensare più alla “camera” ma a riflettere come giusto che sia per il futuro del Cilento.

(video – La TV di Gwendalina)

 

 

Vi abbraccio tutti, con la stima di sempre!

Angelo Risi

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68° Festival di Sanremo – Fiori e musica anche dal Cilento

Ieri quattro febbraio si è alzato il sipario sui galà e gli eventi mondani che aprono il 68° Festival di Sanremo. La giornata in cui i protagonisti della kermesse canora si sono presentati agli addetti ai lavori, tra Palafiori, casinò e hotel Londra. Con il Festival della canzone italiana, apre le sue porte Casa Sanremo Vitality’s, l’hospitality realizzata da Gruppo Eventi e nata da un’idea di Vincenzo Russolillo e Mauro Marino. L’evento presso il Palafiori giunto ormai alla sua undicesima edizione, porta con sé un programma denso. Madrina d’eccezione, la conduttrice televisiva Elisa Isoardi, grazie alla collaborazione del maestro orafo Michele Affidato.


Tra le novità di quest’anno c’è la Luxury Room situata al 2° livello del Palafiori, è il luogo più esclusivo riservato di Casa Sanremo. Una location completamente dedicata ad un privilegiato parterre di ospiti, grazie anche alla presenza degli studi radiofonici di Radio Monte Carlo.


L’addobbo floreale di casa Sanremo è stato affidato alla ditta “Piante e fiori veltri” di Roccagloriosa (Salerno ).

Quando Daniele e Antonella della ditta “Piante e fiori Veltri” mi hanno contattato ho subito accolto l’invito a seguirli nell’avventura sanremese…

(intervista a Daniele Veltri)

 

Queste alcune immagini degli addobbi floreali del primo giorno…

 

…I colori delle composizioni :…
il caldo sole del sud nell’arancione delle sterlizie; il bianco degli arenili negli anthurium; il grano simbolo di una terra tanto amata; il verde di sconfinate vallate e monti che regnano sovrani; e il lilla simbolo di amore per se stessi e per il lavoro, che svolgono con passione.

 

 

Non solo i fiori … non solo Daniele e Antonella sono per noi cilentani motivo di orgoglio ma anche la partecipazione a casa Sanremo degli alunni della “ Pisacane Wind Orchestra” del Liceo Musicale di Sapri.,,


(Intervista al prof.Antonio Marotta)

 

Ed ecco due video all’apertura dell’evento…

 

A casa Sanremo sono impegnati  in un progetto di alternanza scuola/lavoro altri alunni degli istituti ad indirizzo alberghiero del territorio, sicuramente una occasione di crescita personale e professionale.

Con queste composizioni floreali di oggi…accuramente preparate da Antonella della “Piante e fiori Veltri“…mi avvio alla conclusione di questo articolo…consapevole delle potenzialità del nostro territorio e dei nostri giovani. I fiori e la musica del nostro Cilento sono poesia per Sanremo e speranza per il futuro. Vi abbraccio con la stima di sempre.

Angelo RISI

 

 

Conferenza stampa presentazione 68° Festival di Sanremo…

 

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